15 dicembre 2013 – Assemblea Nazionale Partito Democratico

Parla Matteo Renzi all’Assemblea Nazionale del PD.

Assemblea PD

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7 dicembre 2013 – Public reading for Mandela

Public reading il piazza Cairoli per commemorare la scomparsa di
Nelson Mandela con il Sindaco Giuliano Pisapia e  il presidente del Consiglio Comunale.

Public Reading Public Reading

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3 dicembre 2013 – Commissione Congiunta Expo Urbanistica

Masterplan sul dopo Expo. Presentazione del 15 progetti finali più il progetto dello stadio del Milan. In Commissione illustra il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris

Commissione Congiunta

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27 novembre 2013 – Spazio Forma. Ragionare sulla Cultura Milano.

Con l’Assessore del Corno, Stefano Boeri, Roberto Koch e Gianni Canova.
Spazio Forma

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Inaugurazione MEMORIALE della SHOAH – Binario 21, Milano

GUARDA IL VIDEO dell’intervista a SILVIO BERLUSCONI

GUARDA IL VIDEO dell’intervista a MARIO MONTI

“Anche quella dell’Italia è una responsabilità perpetua, un aspetto sul quale dobbiamo riandare con la memoria e dobbiamo essere molto attenti a evitare che piccoli focolai che ogni tanto si manifestano possano di nuovo nell’indifferenza dare luogo a un ritorno di cose che l’umanità non deve mai più permettersi”. Così il premier Mario Monti ha dichiarato nel corso della sua visita al Memoriale della Shoah di Milano. L’occasione è stata un’intervista realizzata per conto della Fondazione Binario 21 dal regista e Consigliere comunale Ruggero Gabbai nel corso della cerimonia di inaugurazione. I filmati, ha fatto sapere la fondazione, saranno trasmessi Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nelle prossime ore.
Proprio nel corso delle interviste realizzate da Gabbai, un altro leader politico italiano, l’ex primo ministro Silvio Berlusconi, di fronte alla medesima domanda sulle responsabilità dell’Italia a fronte della recente affermazione del cancelliere tedesco Angela Merkel (“Noi siamo responsabili di questa immane tragedia per sempre”) ha affermato “Noi non abbiamo la stessa responsabilità. Ci sono responsabilità assolutamente diverse. Da parte nostra ci fu una connivenza non completamente consapevole”, e che “Il fatto delle leggi razziali è la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene”. Frasi che hanno suscitato la ferma reazione del presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Renzo Gattegna e di altri leader ed esponenti del mondo ebraico italiano.Fra i tanti interventi che vanno raccogliendosi la storica Anna Foa, nel suo editoriale che abitualmente appare il lunedì mattina sul notiziario quotidiano “l’Unione informa”, afferma come sia “triste che un ex Presidente del Consiglio del nostro Paese abbia approfittato della cerimonia di inaugurazione del Memoriale Binario 21 a Milano e della ricorrenza della Giornata della Memoria per esternazioni, come ben ha detto il presidente Gattegna, destituite di senso morale e di fondamento storico”.
“Questo documentario non voleva avere nessun tipo di connotazione politica, ma soltanto riportare il pensiero dei grandi rappresentanti del paese sul tema della Memoria, in un luogo che della Memoria vuole essere custode, al di là delle contrapposizioni politiche ed elettorali” ha puntualizzato intanto Ruggero Gabbai, che ha rivolto personalmente le domande agli intervistati, coinvolgendo tra gli altri anche il sindaco Giuliano Pisapia. “Penso che ciò che ha dichiarato Berlusconi, forse impreparato sull’argomento, rappresenti una visione antitetica rispetto a quella di tutti coloro che hanno a cuore i valori dell’antifascimo, ed è importante notare la differenza con quanto allo stesso interrogativo ha risposto Monti”.
In serata anche il presidente della Comunità di Milano Walker Meghnagi, che appariva in video al fianco di Silvio Berlusconi nel corso dell’intervista, si è associato alla posizione espressa dal presidente UCEI condannando le espressioni pronunciate dal leader del Pdl.

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Viaggio in Israele e Palestina (9-12 settembre 2012)

DOMENICA 9 SETTEMBRE

La missione del Sindaco Giuliano Pisapia in Palestina inizia con l’inaspettato incontro in aereo con il Presidente dello Stato Ebraico Shimon Peres, simbolo della politica e del dialogo. Il Presidente Peres e il Sindaco Pisapia hanno scambiato qualche parola sulla difficoltà di far ripartire il dialogo tra israeliani e palestinesi, nonché sulla conoscenza del Presidente sulla città di Milano.

Arrivati in Israele, assieme all’ambasciatore italiano Francesco Talò e Simonetta della Seta ci siamo recati a Gerusalemme alla sinagoga Italiana, rigorosamente in stile architettonico veneto, per incontrare gli ebrei italiani di questa comunità. Dopo un’introduzione di Sergio della Pergola, il quale ha affermato di non credere all’idea dell’attacco da parte di Israele contro i reattori nucleari iraniani, un saluto è stato dato dal neo-eletto Presidente della Comunità Walker Meghnagi.

Dopo aver portato i bagagli all’hotel American Colony di Gerusalemme Est, luogo storico per giornalisti ed intellettuali di tutto il mondo, ci siamo recati a cena dal Console Italiano Gianpaolo Cantini. Il console come l’ambasciatore è da pochi mesi in servizio in Medio Oriente. Dopo cena ci siamo spostati in giardino a parlare di politica con intellettuali arabi e professori universitari di Berzeit e con la famosa Amira Hass, giornalista israeliana del quotidiano israeliano Haaretz,  che denuncia qualsiasi violazione nel campo dei diritti civili e reali da parte dello Stato Ebraico.

LUNEDI’ 10 SETTEMBRE

L’indomani ci siamo diretti verso un villaggio di beduini nel deserto fuori Gerusalemme. Ne abbiamo visitato la scuola “Baboo School”, interamente realizzata con materiale riciclabile e costruita in collaborazione con la NGO italiana “Vento di Terra”  per garantire ai bambini beduini un’istruzione.

Poco più tardi con la cooperazione del consolato di Gerusalemme ci siamo spostati a Ramallah, oggi la città di Cisgiordania che rappresenta il centro politico amministrativo ed economico dei territori palestinesi. Sulla strada non ho potuto far a meno di notare che check-point israeliani sono decisamente migliorati, quasi sembrano stazioni di passaggio e i controlli ormai sono pressappoco una formalità (in questi tempi di calma relativa).

Abbiamo incontrato il Sindaco di Ramallah, una donna molto intraprendente ed energica con cui il Sindaco Pisapia ha scambiato opinioni sulla situazione politica mediorientale.

Ho avuto modo di portare i saluti di tutto il Consiglio Comunale di Milano, auspicando che il dialogo riprenda al più presto, nella speranza di indebolire le forze fondamentaliste della regione che cercano lo scontro.

Ci siamo poi recati alla Muqata, residenza del Presidente Abbas, dove in un incontro con il capo di gabinetto del Presidente Hussein Al-Araj, c’è stato uno scambio di idee e vedute e lungo colloquio con tutti gli esponenti della delegazione italiana sul rinnovamento del programma PMSP (Programma di sostegno alle Municipalità in Palestina). Era presente anche il ministro del turismo Mrs. Roula Maaya’h, con cui si è discusso di EXPO. Inoltre Pisapia ha potuto salutare caldamente l’ex rappresentante palestinese a Roma Nemer Hammad.

Siamo poi giunti nella città di Betlemme, gemellata con Milano, dove Giuliano Pisapia ha incontrato il suo omologo Victor Bataresh, il quale ha sottolineato come l’occupazione israeliana e il muro stiano creando difficoltà alla popolazione di Betlemme; sorprendentemente ha poi chiesto anche ai governanti occidentali di combattere l’espansione dei fratelli musulmani, a suo giudizio molto pericolosi per la stabilità dell’intera regione.

Bisogna però aggiungere che il Sindaco di Betlemme è di religione greco-ortodossa, certamente è parso molto strano quest’ultima affermazione dopo aver saputo dal corrispondente della RAI Pagliara che lo stesso Bataresh sia stato eletto con numerosi voti di Hamas, formazione ultra-fondamentalista islamica.

Abbiamo inoltre visitato la chiesa della Natività accompagnati da Padre Hibrahim.

Ci siamo recati presso il centro culturale italiano palestinese IPCP (Italian Palestinian Cultural Point), gestito da Arci, che propone attività culturali e di formazione giovanile. Il Sindaco ha poi consegnato personalmente gli attestati ai ragazzi che hanno seguito il corso di animazione e video.

A fine giornata ci siamo diretti alla residenza di padre Himbrahim in compagnia del console, dove ci è stato offerto un rinfresco tipicamente orientale. Anche qui Pisapia ha incontrato dei ragazzi del centro Giovanni Paolo II che studiano lingua italiana per poter venire nelle nostre università, in particolare quella di Perugia.

MARTEDI’ 11 SETTEMBRE

Abbiamo inziato il terzo giorno con una visita alla cosiddetta “The Library” nel pieno centro di Tel Aviv, lì Pisapia ha conosciuto i ragazzi che hanno l’opportunità di sfruttare questo luogo e tutte le sue facilities, sia a livello di computer sia di uffici che vengono messi a disposizione per 4-6 mesi dal comune a chi dimostra una buona idea e per iniziare una star-up company; uno dei successi storici di questa Library è stata la creazione da parte di due giovani di ICQ (uno dei primi istant messaging), comprata da AOL per 287 milioni di $.

Abbiamo così visitato la nuova ala del museo di arte moderna di Tel Aviv, apprezzato dall’intera delegazione sia dal punto di vista architettonico sia artistico. Verso le 11 ci siamo recati dal ministro israeliano degli enti locali e cooperazione internazionale Silvan Shalom che ha ribadito l’amicizia tra Israele e Italia, sottolineando come l’Italia sia uno dei paesi europei più vicino a Israele sia politicamente sia economicamente. Non è un caso che lo scambio economico tra i due paesi sia in continuo aumento. Shalom ha dato la sua disponibilità a considerare una cooperazione economica tra le tre città gemellate: Milano, Tel Aviv e Betlemme.

Per non perdere tempo il Sindaco di Tel Aviv e Giuliano Pisapia, hanno deciso di incontrarsi a pranzo in un caratteristico ristorante di Yafo, discutendo su come Tel Aviv possa aver uno scambio ancora più stretto e proficuo con Milano. Per esempio si è parlato dei monopattini elettrici, del BikeMI, e della situazione politica in generale. Tel Aviv resta in ogni caso una delle città gemellate con cui Milano ha più rapporti; l’auspicio di entrambe le istituzioni, in vista dell’EXPO, è stato di poter creare opportunità ancora maggiori di scambio e di nuove idee per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Anche dal punto di vista culturale non manca una grande affinità rispetto a all’Opera, alla musica sinfonica e ai musei di arte contemporanea.

Da lì siamo ritornati a Gerusalemme per visitare il museo sulla Shoah di Yad Vashem dove Giuliano Pisapia in una toccante cerimonia ha alimentato la fiamma del ricordo e della memoria.

Sempre a Gerusalemme si è tenuto l’incontro più importante con le autorità israeliane al Ministero degli Esteri, incontrando il vice-ministro Daniel Ayalon. Il vice-ministro ha parlato soprattutto dello scambio economico e della preparazione del padiglione e dei temi inerenti all’EXPO: energia per la vita e nutrizione del pianeta. Il Sindaco Pisapia ha enfatizzato la volontà di cooperare con l’industria high-tech israeliana che resta un’eccellenza mondiale ed è sicuro che sui grandi temi dell’agricoltura e dell’acqua, Israele possa dare il suo supporto per innovazione ed esperienza.

Al ritorno in hotel all’American Colony, si è tenuta una conferenza stampa coi giornalisti italiani (RAI, Corriere della Sera ed altre testate). La sensazione è stata che si aspettassero un discorso più politico rispetto alla situazione del conflitto ma il Sindaco ha voluto sottolineare i rapporti di conoscenza e collaborazione sul campo. Di sera siamo ritornati a Tel Aviv per una cena a casa dell’ambasciatore con varie personalità del mondo israeliano e italiano nel campo dell’arte, della cultura, dell’economia e della sicurezza. Abbiamo potuto scambiare opinioni e impressioni con il regista Amos Gitai, la cantante Noa, Udi Bechor dell’MTRS Security e altri ancora.

MERCOLEDI’ 12 SETTEMBRE

Si parte per andare a Ramallah ad incontrare il ministro del governo locale Mr. Kaled Al Qawasmi e il suo staff, coi quali si è parlato della cooperazione tra Milano e Betlemme sullo smaltimento di rifiuti solidi e di come rendere questa cooperazione più efficace e funzionale.

Ci siamo poi spostati negli uffici del primo ministro palestinese Salam Fayyad. Pisapia ha colto l’occasione per enfatizzato questo senso di calma apparente rispetto a un visita privata risalente a più di quattro anni fa. In effetti Ramallah è una città ben organizzata dove ci sono molte nuove costruzioni. Al Fayyad resta una delle autorità da noi incontrate che sembra voler ancora credere in un possibile dialogo e una ripartenza dei negoziati con Israele. Si è auspicato che le elezioni municipali che si terranno in ottobre possano svolgersi in maniera regolare e senza disordini. Ho portato così i saluti di tutto il Consiglio Comunale, ricordando che quando si parla di Medio-Oriente spesso si ricorda la solida democrazia di Israele ma raramente si menziona che anche nei territori palestinesi vige un governo democratico e che questo va aiutato e fortificato. Per noi è stato un grande privilegio poter confrontarci con un’autorità così importante a livello nazionale ed internazionale.

Abbiamo poi avuto un incontro con il ministro della cultura palestinese la sign.ra Siham Barghouti, che in maniera molto diretta e schietta ha criticato fortemente l’occupazione israeliana, la giudeizzazione di Gerusalemme e l’oppressione militare. Quando il Sindaco Pisapia ha suggerito di poter fare a Milano una settimana del dialogo culturale tra israeliani e palestinesi nel 2013 è ironicamente scoppiata a ridere dicendo che non ci sono le premesse per poter fare questo genere di cose a livello istituzionale. Inoltre era difficile cercare di spiegare le nostre posizioni dal momento che monopolizzato il colloquio.

Il nostro ultimo incontro si è tenuto a Gerusalemme nel famoso ospedale Adassah, un esempio di policlinico finanziato da una fondazione privata ma che aderisce al sistema pubblico sanitario israeliano (simile a quello tedesco). Tra i medici che ci hanno accompagnati, la Dott.sa Osnat Levtzion ha enfatizzato come questo ospedale sia il punto di riferimento per tutti gli abitanti della regione, sia quelle sotto il governo israeliano sia quelle sotto la giurisdizione palestinese, anzi in numero possiamo dire che l’ospedale presenta una maggioranza di pazienti arabi e anche a livello di management c’è una buona cooperazione tra dottori arabi ed israeliani. Il primario del reparto di trapianti del fegato è infatti un arabo-palestinese.

CONSIDERAZIONI

In questo viaggio ho potuto apprezzare la conoscenza che il Sindaco Giuliano Pisapia ha della situazione israelo-palestinese. Il fatto che avesse già visitato Israele e i territori palestinesi più volte in passato, e che avesse anche preso parte a dei viaggi professionali con dei giuristi locali, senza dubbio gli ha permesso di avere una preparazione storico-politica approfondita per affrontare i numerosi colloqui col la sensibilità e le parole giuste  ad ogni incontro.

Israele è una società in grande fermento e meno in crisi dell’Europa sia da un punto di vista economico sia ideologico; da subito abbiamo constato l’avanguardia di Israele nei vari campi, dal tecnologico all’agricolo nonché nelle infrastrutture. Ciononostante è chiaro che i salari in Israele non sono alti e che le difficoltà come la disoccupazione e l’impiego giovanile non mancano, non è un caso che per mesi tra le strade di Tel Aviv ci sia stata una massiccia protesta contro il caro-vita.

Il Sindaco di Tel Aviv si appresta a nuove elezioni dopo aver governato per 9 anni e trasformato la città in una delle metropoli più dinamiche del Mediterraneo. A Tel Aviv vive proprio lo spirito laico: una smart city, eco-friendly, capace di accogliere tutte le diversità. È una città in grande contrapposizione rispetto a Gerusalemme che viene considerata capitale dagli israeliani ma che è ancora divisa tra l’est arabo e l’ovest ebraico. Oggi Gerusalemme è una città fortemente caratterizzata da questa dicotomia e dalla maggioranza di ebrei ortodossi.

Dal mio punto di vista, a seguito dell’uccisione di Rabin, per Israele la sicurezza interna è diventata più importante del dialogo di pace. Si tende piuttosto a mantenere uno status quo, dove i palestinesi  hanno l’autonomia nei loro territori sotto stretta sorveglianza delle tre aree (A, B ,C), pur lasciando nell’area A un quasi totale controllo dell’esercito della sovranità palestinese. Mi risulta increscioso constatare che gli ultimi governi israeliani abbiamo aumentato gli insediamenti di coloni in zone vicine ai villaggi palestinesi (B,C) e che a Gerusalemme ci sia in corso un processo di giudeizzazione (soprattutto evidente nella nuova architettura), nonostante la libertà di culto tra tutte le religioni sia garantita senza discriminazioni. Il tanto famigerato muro è un po’ l’esempio di questa separazione de facto anche se come suddetto i check-point parevano meglio organizzati rispetto al passato. Il muro secondo me non separa solo il territorio, ma anche psicologicamente la possibilità di pensare a un vero dialogo, oggi entrambi i popoli sono divisi e difficilmente si potrà  colmare questo divario nei prossimi anni. C’è da dire che questo muro ha notevolmente diminuito gli attacchi kamikaze che minacciavano la sicurezza interna dei cittadini di Israele.

Viaggiando verso Ramallah assieme al Sindaco, al consigliere De Pasquale e la delegazione, la prima impressione che abbiamo avuto è stato di un miglioramento sostanziale della qualità di vita in città. Dopo gli incontri e dopo aver ascoltato i nostri interlocutori istituzionali del governo palestinese, è stato abbastanza evidente che questa è una calma apparente e che da parte palestinese questa separazione viene vissuta come un’occupazione e come un’assenza di libertà per i diritti civili. I palestinesi in maniera non molto autocritica colpevolizzano solo il governo israeliano senza mai menzionare che all’interno della popolazione palestinese viva, soprattutto nel territorio di Gaza, l’organizzazione di Hamas, che non ha mai riconosciuto Israele.

Ramallah resto però in mano al governo di Abu Abbas e del primo ministro Al  Fayyad, che rappresentano l’ala più moderata e laica dei palestinesi. Purtroppo all’interno di questa realtà tante sono le fazioni e anche le religioni che giocano sempre un ruolo fondamentale in Terra Santa.

Il conflitto israelo-palestinese va messo anche in un contesto più generale di tutta l’area medio-orientale, dove le minacce iraniane e la primavera araba sommate ai recentissimi attentati alle ambasciate americane di Bengasi e Cairo creano un clima che potrebbe diventare esplosivo e far scaturire un conflitto di dimensioni non calcolabili.

Il viaggio è stato importante per rendersi conto che è una regione in continuo movimento. La situazione pur essendosi consolidata, resta molto fluida al suo interno. Una fluidità che potrebbe veramente accendersi in maniera violenta alimentata sia dalla frustrazione e dal malcontento interno sia da fatti politici esterni. Resta necessario per una città come Milano, che non ha un ruolo politico estero istituzionale ma che ha sempre rappresentato un luogo dove poter far incontrare e dialogare opinioni e culture diverse, far si che un evento come l’EXPO possa essere un viatico nonché un esempio di collaborazione e conoscenza tra israeliani e palestinesi. La consapevolezza delle tematiche in campo del Sindaco Pisapia fa ben sperare che Milano possa veramente essere un punto di congiunzione piuttosto che di divisione.

Sono sicuro che tutto il consiglio Comunale possa e voglia dare il suo contributo per mettere in campo idee e progetti pratici con Tel Aviv e Betlemme al fine di migliorare anche se di poco la situazione.

È chiaro che il conflitto è aspro e non si intravede una situazione equa dove due stati e due popoli possano convivere in pace, libertà e sicurezza, ma abbandonare ogni speranza e punto di contatto sarebbe un po’ come ritornare a un conflitto di scala mondiale con implicazioni di tipo religioso e di scontro delle civiltà che porterebbe il mondo a un’involuzione preoccupante.

Colgo l’occasione per ringraziare la nostra delegazione comunale che ha lavorato alla realizzazione di questo viaggio: il Sindaco Dott. Avv. Giuliano Pisapia, il Consigliere PDL Fabrizio de Pasquale, il Direttore Sett. Relazioni Internazionali Dott. Roberto Sant’Aniello, Ufficio Stampa Esteri Dott.sa Sara Cristaldi, Ufficio Cooperazioni Internazionali Dott. Marco Grandi, Uffico Relazioni Internazionali Dott.sa Marta Mancini.

Ruggero Gabbai

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Milano contro la mafia

Giornata importante contro le mafie a Palazzo Marino.

L’intervento del Sindaco Giuliano Pisapia, seguito con attenzione da Giuliano Turone (ex-magistrato oggi consulente antimafia del Consiglio Comunale), Gaetano Paci (magistrato e presidente della Fondazione Progetto Legalità) io e David Gentili, consigliere comunale e Presidente della Commissione Antimafia del Consiglio Comunale.

All’incontro di ieri, organizzato insieme all’amico David Gentili che presiede la Commissione consiliare antimafia del Comune di Milano, hanno partecipato moltissimi cittadini, nonostante il gran caldo e l’orario pomeridiano.

Nella sala Alessi, ad ascoltare gli interventi dei partecipanti inframmezzati dalla lettura di testimonianze dei familiari delle vittime di mafia (raccolte nel libro “Io Ricordo” da poco pubblicato dalla  Fondazione Progetto Legalità che aveva anche promosso la realizzazione del mio film) c’erano oltre duecento persone.

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